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“Volevo fare il pittore”

Mostra antologica di Tino Aime per i 500 anni della Certosa di Avigliana

Per celebrare i nostri primi 500 anni abbiamo avuto l’onore e la gioia di ospitare per la prima volta una mostra antologica di Tino Aime, artista piemontese di rilievo internazionale che con la Certosa ha un legame speciale. Sue sono molte delle opere che l’abbelliscono e sue sono le incisioni che la ritraggono, quattro delle quali realizzate espressamente per l’occasione.

Da questa amicizia è nata l’idea di una mostra diffusa, che dal 22 maggio al 19 luglio 2015 ha invaso l’intero complesso della Certosa – la bottega, il chiostro, il giardino, l’auditorium – per raccontare un percorso artistico lungo più di 60 anni. Insieme abbiamo scelto un allestimento semplice ed essenziale, con le opere che si posavano in modo delicato negli ambienti dell’ex convento, valorizzate dall’intimità raccolta delle antiche mura, dal dialogo con la natura e dal tocco della luce naturale. Così che, per chi l’ha visitata, è stato come ritrovarsi in un dipinto silenzioso dell’artista.

La mostra comprendeva oltre 100 opere tra incisioni, pitture e sculture – inclusi lavori giovanili mai esposti prima – ed era corredata da un catalogo, tuttora disponibile, che raccoglie pagine letterarie che scrittori e poeti hanno dedicato all’artista nel corso della sua lunga carriera.

“Ho sempre amato dipingere i luoghi dove l’uomo fatica di più e la vita è più difficile: l’Alta Langa, le lagune e le distese della Camargue dove la terra e l’acqua si fondono, le mie borgate abbandonate di montagna. Dipingo nature silenti, fiori stremati, e oggetti dimenticati. Amo incidere, scolpire, accarezzare le pietre, sentire il profumo del legno. La materia mi attrae, ma vorrei sapere dipingere l’aria.”

Ed è proprio tra terra e cielo che si muove l’arte di Tino Aime, come ricorda la scultura che svetta nel giardino della Certosa, un luogo che del saldare terra e cielo ha fatto la propria missione.

Quello che Tino Aime ci restituisce nelle sue opere è – usando le parole di Luigi Ciotti – “un bello che è specchio del bene, dell’armonia fra forma e contenuto, fra ritmi dell’uomo e della natura, speranze dell’“io” e operosità del “noi”. Un bello che non sempre sappiamo cogliere, pure se così vicino, e che in queste immagini ci appare come prezioso segnale di orientamento sulla strada che salda l’etica all’estetica”.

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Tino Aime e la Certosa
un video di 2’49” che racconta il contributo dell’artista al recupero della Certosa

– Alcune delle opere esposte, nella nostra gallery dedicata all’arte.

 

 

 

 

 

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