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Giornata della memoria

È importante che esista la giornata della memoria. Ricordare, nel giorno della liberazione di Auschwitz, gli orrori dell’universo concentrazionario nazista è fondamentale. Ma cosa ce ne facciamo, di questa memoria?

Sembra non molto, se pensiamo a tutta la violenza che il mondo ha conosciuto dal 1945 a oggi. Ai genocidi che si sono ripetuti, in Cambogia e in Rwanda, e di fronte ai quali i paesi più potenti del mondo han fatto finta di non vedere. Ai massacri di persone innocenti che ancora oggi vi sono in Siria, in Ucraina, in Nigeria. Alle 30.000 persone scomparse in Messico, negli ultimi otto anni.

A noi piace pensare alla memoria come a una catasta di legno. La raccogli, l’accumuli in buon ordine, la esponi al sole pur proteggendola dalla pioggia. Ma poi la usi. Perché se la lasci lì a far bella mostra di sé e non l’adoperi per scaldarti, è come se non l’avessi nemmeno mai raccolta.

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